Intelligenza Sociale – Daniel Goleman

Dopo il grande successo di Intelligenza Emotiva, lo psicologo Daniel Goleman, torna dopo dieci anni, ad illuminare le menti approfondendo lo studio psicologico delle neuroscienze sociali.

In Intelligenza Sociale, lo psicologo americano indaga sulla natura intrinsecamente socievole del cervello umano, e su come le relazioni interpersonali plasmano la mente e influiscono il corpo.

Inoltrandosi in studi scientifici ed argomentando con esempi concreti tratti dalla vita quotidiana, Goleman ci spiega come che le emozioni sono contagiose, quanto dei veri e propri virus. Questo libro ci permette di esplorare la complessità dell’essere umano e gli effetti che le relazioni generano sullo stato interno di benessere.

Secondo Daniel Goleman il cervello è strutturato in maniera naturale per interagire positivamente con altri esseri umani, stabilendo legami più o meno forti a seconda delle capacità sociali di ognuno. La consapevolezza sociale permette di capire gli stati d’animo degli altri attraverso lo sviluppo di una personalità empatia e in ascolto. Per lo psicologo californiano è socialmente intelligente chi riesce innanzitutto ad immedesimarsi negli altri e a percepirne i sentimenti per poi stabilire relazioni armoniose.

L’intelligenza sociale origina da diversi meccanismi cerebrali che sono predisposti e strutturati per connetterci ad altre persone, come i Neuroni Specchio e l’Amigdala che sono i protagonisti indiscussi nella percezione empatica. L’intelligenza sociale sembra dunque avere un’impronta genetica, tuttavia oggi grazie alle neuroscienze sociali, sappiamo che è possibile sviluppare un talento relazionale anche attraverso la consapevolezza sociale.

Secondo Goleman il problema della società moderna sta nel modo in cui le persone si relazionano fra di loro, quello che lui chiama relazioni Io-Esso. In questo tipo di relazione dannosa l’altro è visto come un oggetto: qualcuno che si può sfruttare e dal quale trarne vantaggio, senza rimorsi ne sensi di colpa.

A questo proposito Goleman fornisce gli strumenti per riconoscere tre diverse categorie di persone potenzialmente pericolose, abili socialmente, capaci di manipolare gli altri, ma totalmente prive di empatia: i narcisisti, i machiavellici e gli psicopatici.

Goleman ci propone dunque di sviluppare le capacità sociali innate, “allenando” la nostra intelligenza sociale e ricercando attivamente il dialogo con l’altro, soprattutto oggi in cui la diffusione massiccia delle nuove tecnologie ci costringe a relazioni a distanza, chiudendoci in un vero e proprio “autismo sociale”.

Potenziare al massimo questo tipo di intelligenza ci permette di vivere con pienezza, appartenenza e amore le nostre relazioni, di educare i nostri figli alla felicità, di diventare leader e insegnanti capaci di stimolare la creatività e le risorse nascoste di ognuno.

Daniel Goleman (Stockton, 7 marzo 1946) è uno psicologo, scrittore e giornalista statunitense. Ha studiato all’Amherst College, dove è stato allievo di Alfred F. Jones. Si è laureato ad Harvard, specializzandosi in “psicologia clinica e sviluppo della personalità”, dove successivamente ha pure insegnato.

A lungo ha scritto sul New York Times di temi concernenti la neurologia e le scienze comportamentali.

Goleman ha ricevuto molti premi e riconoscimenti per le sue ricerche: due nomination al Premio Pulitzer per i suoi articoli, un premio alla carriera dall’American Psychological Association e l’elezione a membro dell’American Association for the Advancement of Science.

L’opera più conosciuta di Goleman è “Intelligenza emotiva” (Emotional Intelligence) del 1995.

La nostra gloria più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarsi sempre dopo una caduta
Confucio
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