Le aziende sono alla continua ricerca di strumenti di lavoro, strutture organizzative e sistemi in grado di incrementare la produttività, migliorare le performance e aumentare il fatturato. Molti studi hanno dimostrato che una delle chiavi per raggiungere questi obiettivi risiede nell’incrementare e mantenere alta la motivazione dei propri dipendenti.
Grazie allo psicologo americano Abraham Maslow, dal 1954 è possibile misurare la motivazione di una persona. Lo studioso, infatti, ha creato un modello motivazionale dello sviluppo umano basato su una gerarchia di cinque bisogni fondamentali disposti a piramide: questo modello è chiamato “La Piramide di Maslow”.
Sembra che l’essere umano ricerchi inconsciamente di soddisfare questi bisogni secondo la sequenza indicata da Maslow. Quando i bisogni fondamentali sono soddisfatti, l’istinto è quello di salire nella gerarchia fino a raggiungere la vetta della piramide.
La conoscenza di questo strumento può risultare fondamentale per le aziende che vogliono comprendere le dinamiche e i comportamenti dei collaboratori nel contesto aziendale. Infatti, imparare a conoscere e comprendere i meccanismi che regolano le relazioni professionali permette di intervenire in modo concreto per gestire meglio le dinamiche interne all’impresa.
Ecco come il modello di Maslow è nato e quali sono i suoi benefici.
Sin dagli anni ’30 del secolo scorso fiorirono svariati studi sui comportamenti dei gruppi sociali, fino a giungere nel primo dopoguerra all’attenzione di imprese e organizzazioni. In quegli anni le aziende erano chiamate ad adattarsi a un mercato in cambiamento e a una società che faceva emergere velocemente nuovi bisogni e nuovi consumi. La concorrenza cominciava ad assumere un aspetto del tutto nuovo e le imprese dovevano trovare le modalità per far lavorare il proprio personale con qualità crescente e con tassi di produttività elevati. È così che le aziende cominciarono a ricercare competenze, capacità e leve motivazionali più efficaci per stimolare i propri dipendenti a performare maggiormente.
Nacque quindi una vera scuola di pensiero finalizzata a trovare le soluzioni vincenti per incrementare esponenzialmente la motivazione di tutti i dipendenti, dagli operai ai livelli dirigenziali, e di conseguenza incrementare i profitti.
È in questo contesto che Abraham Maslow pubblicò “A Theory of Human Motivation”, un testo che ancora oggi rappresenta un modello di riferimento per gli studiosi, poiché ordina in modo crescente i bisogni che ogni individuo è chiamato a soddisfare, elencandoli in maniera gerarchica e in ordine di priorità. Osservando il contesto organizzativo attraverso la scala della motivazione di Maslow, si può far luce sulle dinamiche comportamentali nel mondo delle imprese.
Sono i bisogni fondamentali legati alla sopravvivenza fisica dell’individuo, come respirare, dormire e mangiare. Nel mondo del lavoro, questo livello è legato ai bisogni primari di sopravvivenza come lo stipendio.
Sono i bisogni che fanno riferimento all’avere un’occupazione stabile, che a sua volta garantisce una stabilità familiare. L’azienda è quindi un importante pilastro nella vita dei singoli. Se i dipendenti si sentono protetti e lavorano in un contesto che consente di pensare liberamente anche a progetti futuri nell’ambito della vita privata, la fidelizzazione verso l’azienda sarà maggiore, con tutti i benefici che questo comporta.
Essere amato e amare, far parte di un gruppo, cooperare, partecipare — sono queste le aspirazioni di ogni essere umano, che per sua natura ha bisogno di sentirsi parte di una comunità.
Per le aziende, questo si traduce nel costruire un rapporto di fiducia reciproca con i propri dipendenti. Se ogni persona ha il suo posto in azienda, si sente rispettata e considerata all’interno del team, i suoi risultati saranno migliori e i profitti aziendali inevitabilmente più elevati. Sono molteplici i vantaggi di un ambiente lavorativo sano, sia per il dipendente che per l’azienda.
Ogni individuo desidera sentirsi stimato e apprezzato dalle persone che lo circondano e sentirsi sicuro nelle proprie convinzioni. Quando una persona è sicura di sé nel suo contesto di vita, è maggiormente positiva. Allo stesso modo, se il dipendente è inserito in un contesto in cui si sente gratificato e valorizzato, non potrà che generare risultati positivi.
Moralità, creatività, spontaneità, risoluzione dei problemi, accettazione sociale. Si tratta della realizzazione del potenziale personale, del desiderio di “diventare tutto ciò che si è capaci di diventare”.
L’autorealizzazione nel mondo del lavoro corrisponde all’autonomia sul posto di lavoro, alla qualità degli impegni professionali e alla specializzazione delle competenze.
Maslow sostiene che i bisogni di un essere umano cambiano costantemente: quando un bisogno è soddisfatto, se ne desidera un altro.
L’aumento di stipendio ricevuto due anni fa ci motiverà per dieci anni?
Le energie che abbiamo dato al lavoro negli ultimi dieci anni sono le stesse che vogliamo impiegare nei prossimi dieci?
La teoria di Maslow funziona perché la piramide segue il processo evolutivo dell’individuo: è uno strumento in movimento, proprio come lo è la vita di una persona. È quindi essenziale tenerne conto anche nella gestione del personale, per poter allineare l’evoluzione del dipendente in azienda ai suoi bisogni fondamentali.
Fondatrice di Quantasia SA, Claudia è un punto di riferimento nella creazione di strategie che integrano lo sviluppo del capitale umano con quello organizzativo. Con una carriera che spazia dal CEO di aziende internazionali alla consulenza strategica per board aziendali, ha maturato una profonda conoscenza delle dinamiche di leadership e gestione del cambiamento.
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